LA PIZZA CONTRO IL TUMORE a cura dell'Istituto Mario Negri Uno studio italiano ha rilevato che il consumo di pizza è associato a un rischio ridotto dei tumori dell'apparato digerente. I sostenitori dello studio credono nei benefici della dieta mediterranea nella lotta contro i tumori. Questi sono i risultati di un nuovo studio che sarà pubblicato on-line sul sito della Wiley InterScience il 21 luglio prossimo e che apparirà in una delle prossime edizioni dell'International Journal of Cancer, il giornale ufficiale dell'Unione Internazionale Contro i Tumori (International Union Against Cancer - UICC). I ricercatori hanno trovato che, rispetto ai pazienti senza tumore, tra i pazienti con i tumori del cavo orale, faringe, esofago, laringe, colon e retto vi era una più alta percentuale di non mangiatori di pizza. Ad esempio, mentre circa il 37 percento dei controlli non erano consumatori di pizza, quasi il 58 percento dei pazienti con tumore dell'esofago non mangiavano pizza. Il Dr. Silvano Gallus dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e i suoi collaboratori hanno considerato la relazione tra il consumo di pizza e il rischio di tumori confrontando 3.315 pazienti con tumore dell'apparato digerente e della laringe con 4.999 persone ammesse in ospedale per altri disturbi. Ogni persona ha completato un questionario standard che comprendeva una parte sulle abitudini dietetiche, tra le quali vi era una specifica domanda sulla pizza. I ricercatori hanno calcolato i rischi relativi per tre categorie di consumo di pizza - non consumatori (meno di una porzione al mese), consumatori occasionali (1-3 porzioni al mese), e consumatori regolari (una o più porzioni alla settimana). Nell'analisi statistica si è tenuto conto di: età, sesso, centro, livello di istruzione, consumo di alcol e tabacco, assunzione di energia, indice di massa corporea e, per i tumori di colon e retto, una misura dell'attività fisica. Rispetto ai non consumatori, i rischi relativi multivariati per i consumatori regolari erano 0.66 per i tumori del cavo orale e faringe, 0.41 per quelli dell'esofago, 0.82 per la laringe, 0.74 per il colon, e 0.93 per il retto. I risultati del rischio erano significativi per cavo orale e faringe, esofago e il tumore del colon. Questi dati suggeriscono che il consumo di pizza riduce il rischio di tumori dell'apparato digerente nella popolazione italiana. Studi precedenti avevano associato direttamente i carboidrati con i tumori del colon e del retto. Poiché la pizza contiene carboidrati, gli autori suggeriscono che la sua influenza favorevole possa essere correlata al pomodoro o all'olio di oliva, che sono stati favorevolmente associati al rischio di vari tumori. "Anche se l'associazione è reale", gli autori concludono, "l'inferenza su specifici componenti della pizza, diversi nutrienti, rimane difficile, poiché la pizza può semplicemente rappresentare un indicatore generico della dieta italiana". Sebbene i ricercatori notino che "è stato stimato che la tradizionale dieta mediterranea possa prevenire dal 10 al 25% dei tumori comuni nei paesi occidentali industrializzati", essi ricordano che l'apparente effetto favorevole della pizza nel rischio di cancro non è semplicemente trasferibile ad altre diete e altre popolazioni.